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Casi particolari: come regolarsi con il pagamento dell’IMU

Ancora in via di definizione, il percorso sulla tassa sulle proprietà immobiliari, la cosiddetta IMU, è stato finora piuttosto complesso. Proviamo a chiarire alcuni punti ancora oscuri alla maggior parte dei contribuenti.

Cosa accade quando c’è un immobile in comproprietà, ma magari vi risiede solo uno dei due (ad esempio di due coniugi separati)? Se i due sono è co-proprietari al 50% di un immobile, ma il secondo proprietario non risiede nella stessa unità abitativa, ne deriva che chi è proprietario al 50% dell’immobile nel quale risiede, pagherà l’IMU con l’aliquota ordinaria dello 0,4% (cioè, come se effettivamente si trattasse della prima casa di proprietà), usufruendo altresì della detrazione fissa di 200 euro. Chi invece è co-proprietario dell’immobile con la stessa proporzione, ma non vi abita, pagherà l’aliquota ordinaria dello 0,76%, come se si trattasse di una seconda casa.

Spesso invece accade che un genitore, proprietario di un immobile, lo dia al proprio figlio in comodato gratuito. Come funziona in questi casi? Il padre che concede in comodato gratuito un proprio alloggio al figlio, pagherà l’imposta municipale unica come seconda casa. Il figlio potrà invece ritenersi al riparo da qualsiasi pagamento. Stesso discorso vale nel caso di una donna che continua ad abitare nella casa ereditata dal marito: i figli comproprietari potranno ritenersi esenti dal pagamento dell’imposta, poichè il tributo sarà collegabile al diritto di abitazione, che non potrà che essere unicamente riconosciuto al coniuge superstite (il quale godrà del trattamento agevolato per l’abitazione principale).

Un ultimo caso, abbastanza particolare, è quello relativo ai residenti all’estero, con proprietà immobiliari in Italia. In questo merito, la novità più importante sembra essere l’esclusione della quota erariale dagli immobili sfitti, che i Comuni potranno parificare alla prima casa.In questo modo i sindaci potranno ottenere uno sconto difficilmente praticabile per altre vie, ed evitando di applicare un’aliquota ridotta fino allo 0,4%, che avrebbe tuttavia obbligato il Comune a lasciare allo Stato il 95% del gettito erariale.

Identica interpretazione è stata introdotta anche per gli sconti sulle case dei disabili e degli anziani ricoverati in strutture sanitarie di lungodegenza.

Il presidente di Assoedilizia: “Ci aspetta una logica da drugstore”

“Siamo in presenza, per il settore della locazione commerciale, artigianale e professionale ad un notevole aggravio di carichi fiscali, introdotto dalle nuove misure varate dall’attuale Governo”. A parlare è il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici nel corso di una intervista al Corriere della Sera in data 8 maggio 2012.

La questione riguarda ancora una volta l’IMU, che a Milano potrà rincarare dal 140 % al 240 % a seconda dell’aliquota che il Comune deciderà. i primo incremento, se si applicherà l’aliquota base dello 0,76 %, il secondo se verrà introdotta l’aliquota massima dell’1,06 %.

Per quanto riguarda, invece, il discorso locazioni, si calcola un aumento della base imponibile Irpef dell’11,7 % rispetto a quella dell’anno scorso, conseguente alla riduzione della deduzione forfetaria dai canoni di locazione, per spese manutentive e di gestione dell’immobile.

Cosa comporterà questo sul piano socio-economico? Innanzitutto ci sarà da aspettarsi da una parte la tendenza al rincaro dei canoni di locazione all’atto del rinnovo dei contratti in corso, e dall’altra, in assenza di margini di remuneratività, la tendenza dei proprietari a dismettere l’investimento.

Una conseguenza grave quest’ultima se si considera che i questo modo si va ad indebolire una risorsa economica e sociale del Paese, poichè la locazione commerciale svolge una funzione sociale, come forma di finanziamento indiretto dell’attività commerciale.

Infine è ipotizzabile un aumento immediato del costo dell’affitto per le nuove attività commerciali, artigianali e professionali, in quanto il rincaro fiscale tende a scaricarsi immediatamente sui canoni relativi ai nuovi contratti di locazione.

Uno scenario che il presidente di Assoedilizia non esita a definire la logica del “drugstore”, logica che andrà a scapito di tutte le attività commercial-artigianali tradizionali o di qualità, che saranno ineluttabilmente condannate a scomparire.

Novità per il 730: slitta il termine di consegna

È notizia di questi giorni che il governo ha scelto di prorogare i termini per la consegna del modello 730/2012. Una decisione dovuta alla complessità data dall’introduzione delle novità sulla cedolare secca sugli affitti e sull’IMU, l’imposta municipale unica.

Il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri siglato in data 26 aprile ha portato il rinvio dal 30 aprile al 16 maggio della data di scadenza per la presentazione del 730 al sostituito di imposta (cioè, al datore di lavoro o all’ente pensionistico) e dal 31 maggio al 20 giugno ai contribuenti che consegneranno il modulo a un centro di assistenza fiscale o a un professionista abilitato.

Uno slittamento che riguarda anche i sostituti di imposta, i Caf, e i professionisti, che potranno consegnare al contribuente la copia per la dichiarazione elaborata, e il prospetto di liquidazione fino al 15 giugno, e non più entro il 31 maggio. Passa invece dal 15 giugno al 2 luglio il termine per i Caf e i professionisti. Per comunicare il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, i Caf e i professionisti potranno aver tempo fino al 12 luglio.

Due le novità che riguardano la casa: all’Imu è dedicato il quadro I del modello 730, da compilare usando l’eventuale credito in compensazione; ancora, nel quadro B compare la seconda grande novità, relativa alle locazioni di immobili ad uso abitativo assoggettate a cedolare secca, con pagamento dell’imposta del 21% (o del 19% per i contratti a canone concordato) al posto dell’Irpef progressiva sugli scaglioni di reddito.

Energie rinnovabili. Cosa cambia per gli italiani con il Quinto Conto Energia

Si chiama Quinto Conto Energia ed è il pacchetto per il supporto incentivante all’utilizzo delle energie rinnovabili oramai alle porte.

La crisi economica che ha colpito il paese ha provocato importanti incrementi nel costo della bolletta domestica degli italiani, per questi sono in tanti a chiedersi quali saranno i benefici del Quinto Conto Energia, e soprattutto, quale sarà il risparmio.

In passato i Conti Energia sono stati generosi, riservando gli italiani che avevano scelto il fotovoltaico delle tariffe incentivanti molto convenienti, con la conseguenza di ammortizzare presto le spese. Una programmazione così generosa quanto insostenibile, tanto che il governo sta valutando un nuovo Conto Energia certamente più avaro, ma che non dovrebbe minare alla base la convenienza dell’investimento eco-energetico.

Ma quali saranno le nuove regole? Stando al contenuto della bozza del Conto, il governo intenderebbe continuare a premiare i cittadini che prediligono il fotovoltaico e lo sfruttamento dell’energia solare, iscrivendo però i loro impianti in un apposito registro, e fornendo ecoincentivi solo a determinate tipologie di impianti, con particolare attenzione a quelli nuovi, gli ibridi.

L’ottenimento dei benefici sarà ancora una volta legato alla richiesta al GSE, e all’iscrizione nel registro informatico (aperto entro il 30 giugno 2012). Per l’iscrizione al registro occorrerà pagare una quota che varia da 80 a 2.200 euro in base alla potenza dell’impianto fotovoltaico.

Nonostante tale costo iniziale, e nonostante il preannunciato taglio delle tariffe incentivanti, a giudizio degli analisti l’investimento in energie rinnovabili continua ad essere un impiego molto conveniente sul lungo termine, valutando altresì la durata dell’efficienza dell’unità eco-energetica stessa.

Un aiuto dovrebbe poi anche provenire dai finanziamenti bancari: i prestiti per gli investimenti in energie rinnovabili saranno disponibili a tassi meno esosi.

IMU: come calcolare l’acconto da versare entro il 18 giugno

A causa del ritardo da parte del 94% dei comuni italiani, la scadenza prevista per il 18 giugno della prima rata dell’IMU si calcolerà sull’aliquota base.

L’acconto infatti sarà il 50% dell’aliquota fissata dal governo Monti, rinviando a dicembre il pagamento del saldo. Dopo la protesta dei Centri di assistenza fiscali, che non avevano ricevuto fondamentali indicazioni dal governo, il versamento avverrà “senza applicazione di interessi e sanzioni, in misura al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e le detrazioni previste”.

Questo il calcolo da fare per sapere quanto dovrete pagare entro il prossimo giugno: per calcolare l’importo della tassa bisogna moltiplicare per 160 la rendita catastale (a sua volta rivalutata del 5%), e applicare l’aliquota di base (il 4 per mille per la prima casa, il 7,6 per mille per gli altri immobili). A questa cifra andrà quindi sottratta la detrazione forfettaria di 200 euro per la prima casa, più 50 euro per ciascun figlio a carico di età anagrafica non superiore ai 26 anni. L’importo ottenuto andrà infine diviso per due per ottenere il 50% di acconto da versare entro il 18 giugno.

A dicembre poi si pagherà il saldo, con possibili modifiche da parte dei singoli Comuni.

Riforma del catasto: ecco qualche anticipazione

Ecco qualche anticipazione su quelli che saranno i cambiamenti nel sistema di calcolo delle rendite catastali, previsti tra qualche giorno, quando verrà dato il via libera alla delega che stabilirà nuovi imponibili.

Superficie: le tasse sulla casa si pagheranno in base ai metri quadri occupati dall’abitazione e non più seguendo il conteggio dei vani catastali.

Categorie: verrò rivista la distribuzione tra le varie sezioni del catasto. Considerato infatti che a bassa categoria corrisponde basso prelievo fiscale, bisognerà verificare se effettivamente, su oltre 33 milioni di immobili residenziali, solo 36 mila sono di tipo signorile (A1). Previste quindi ispezioni accurate.

Imponibile: verrà attribuito all’immobile il corretto valore fiscale (oggi il valore di mercato di una casa è superiore a oltre 3 volte quello ai fini dell’Imu), tenendo anche in considerazione la zona e l’edificio. Un calcolo che sarà “dinamico”, e che verrà cioè aggiornato di volta in volta in base all’evoluzione del contesto territoriale.

L’Assoedilizia non ci sta: l’Imu è una tassa patrimoniale per far cassa

E se fosse la casa a pagare il costo della crisi economica? È quello che si chiedono gli imprenditori che hanno preso parte al Convegno Assoedilizia “La casa paga il conto della crisi economica-IMU, addizionale e misure energetiche”. Una tassa che, scommettono, sarà più indigesta dell’ICI e che è servita solo a fare cassa.

All’incontro sono intervenuti il notaio Angelo Busani esperto de il Sole 24 Ore, la prof.ssa Marilisa D’Amico dell’Universita’ Statale, gli avvocati Cesare Rosselli, Luca Stendardi, Bruna Gabardi Vanoli, l’ing. Camillo Paveri Fontana pres. delle Dimore Storiche Lombarde, il dott. Antonio Piccolo e il geom. Franco Guazzone entrambi esperti de “Il Sole”. Moderatore il giornalista Saverio Fossati, redattore de “Il Sole 24 Ore”.

«In questo momento di grave crisi economica che sta travolgendo il settore immobiliare e della locazione – dichiara Achille Colombo Clerici, presidente dell’Associazione dei proprietari immobiliari – con affitti e prezzi di vendita in caduta verticale, con sfitto e invenduto dilaganti, con vaste insolvenze di inquilini abitativi, commerciali e professionali che non riescono più a pagare i canoni di locazione,  il Governo ha varato la più severa e grave manovra fiscale sugli immobili, dal dopoguerra ad oggi: anticipazione dell’Imu, che produrra’ un prelievo fiscale superiore al 15 % del canone di locazione e riforma catastale che portera’ ad effetti espropriativi di vasta portata”.

L’Imu, inoltre, precisano i partecipanti al convegno – è una patrimoniale vera e propria perche’, da un lato colpisce anche gli immobili all’estero, quindi senza alcuna attinenza all’erogazione di servizi comunali, e dall’altro si applica anche se l’immobile e’ improduttivo o inidoneo a produrre reddito.

In arrivo le novità dell’IMU

È fissata per il 16 giugno la prima scadenza IMU, che si baserà su un nuovo sistema di calcolo e sulla riforma del catasto, che vedrà una modifica del valore dell’immobile non più calcolato sui vani catastali, bensì sui metri quadri.

Fino ad oggi sono poche le amministrazioni comunali che hanno deciso di ritoccare le aliquote IMU al rialzo, ritocchi che in realtà possono ancora essere apportati entro il 30 giugno, ed è pertanto probabile che i Comuni aspettino lo svolgimento delle tornate amministrative di maggio per poter effettuare un incremento (che risulterebbe sgradito agli elettori!) delle aliquote immediatamente dopo.

Entro il 16 giugno comunque i proprietari di casa dovranno di certo pagare la prima rata dell’Imu, l’imposta municipale che ha sostituito la vecchia Ici. La prima rata prevederà il pagamento di un onere calcolato sulla base dell’aliquota del 4 per mille in maniera quasi omogenea per tutte le aree comunali.

Il vero cambiamento avverrà invece con la seconda rata, quella di dicembre, che sarà probabilmente molto più salata. La rata di giugno è infatti calcolata sull’aliquota base, mentre quella di dicembre sarà conteggiata tenendo conto delle decisioni delle singole municipalità.

Sulla prima casa di proprietà, infatti, i Comuni possono oscillare con le aliquote tra il 4 e il 7 per mille. L’aliquota diventerebbe ancor più pesante per le seconde case, con una spinta fino al 10,7 per mille.

Siglato in Lombardia il ‘Patto per la casa’

Siglato ieri il ‘Patto per la casa’ dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall’assessore alla Casa Domenico Zambetti. Un documento che secondo le intenzioni è destinato a dare impulso alle politiche abitative per i prossimi anni.

Suddiviso in 10 punti, il Patto prevede un sostegno economico per gli affitti, nuove forme di agevolazione dei mutui per la prima casa, introduzione di strumenti finanziari innovativi (come il Fondo immobiliare che passerà da 220 milioni a 400), un piano di costruzione di 6.000 nuovi alloggi entro il 2015 e la riqualificazione di altri 4000 alloggi Aler esistenti.

“E’ il nostro modo di rispondere colpo su colpo a una crisi che morde sempre di più – ha spiegato Formigoni – e a una domanda abitativa che presenta sfaccettature molto diverse rispetto al passato”.

Formigoni ha inoltre garantito che, anche per quanto riguarda il tema “casa”, prosegue il confronto serrato con il Governo nazionale, sia attraverso la Conferenza Stato-Regioni, sia attraverso una interlocuzione diretta con l’esecutivo “per favorire misure agevolative sotto il profilo fiscale a favore dei proprietari di immobili destinati alla locazione e promuovendo l’attenzione dei Comuni per l’applicazione dell’Imu“.

Nuove norme per le polizze sulla vita collegate ai mutui

E’ il n.28 l’articolo della nuova manovra, da poco pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che interesserà tutti coloro che intendono acquistare casa.

La norma impone infatti alle banche che impone alle banche l’obbligo di presentare ai clienti i preventivi di almeno 2 diverse compagnie assicurative per le polizze solitamente abbinate ai mutui casa e che proteggono gli istituti di credito dal rischio di mancato rimborso del finanziamento.

Accade sempre più spesso infatti che le banche eroghino un mutuo solo se cliente sottoscrive anche una polizza sulla vita, in cui una compagnia assicurativa si impegna a rimborsare il capitale residuo, in caso di morte del debitore.

In realtà questa prassi non è obbligatoria, ma di fatto condiziona il via libera di molti istituti di credito, i quali spesso controllano le stesse compagnie assicurative, intascando quindi fin da subito una quota dell’intermediazione.

Per questo l’Isvap (l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) tiene sotto osservazione il mercato delle polizze abbinate ai mutui. Ma con il nuovo decreto delle liberalizzazioni le banche non solo dovranno proporre due preventivi, ma almeno uno dei due non dovrà essere un “proprio prodotto” (diretto o collegato).