“Soddisfazione per l’importante passo avanti fatto dal piano casa in Commissione e per il clima che accompagna e continuerà certamente ad accompagnare l’analisi di questo disegno di legge”.
La esprime l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Nino Beninati, che ha preso parte ai lavori della Commissione.
E’ stato approvato il Piano Casa della Regione Campania dal Consiglio presieduto dal Vice Presidente Gennaro Mucciolo,con 35 voti favorevoli, sei contrari e tre astenuti.
“Si tratta di una legge che contiene principi molto piu’ avanzati ed innovativi rispetto alle linee-guida contenute nell’accordo Stato-Regioni del marzo scorso”. Lo dichiara il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.
La Giunta della Regione Marche ha approvato, su proposta dell’assessore all’Edilizia, Gianluca Carrabs, la delibera per agevolare l’applicazione del Piano Casa, promuovendo il riavvio delle attività edilizie per fronteggiare la crisi economica. Il testo, predisposto d’intesa con Anci Marche, è stato integrato e perfezionato a seguito degli incontri provinciali avuti con amministratori e tecnici degli enti locali, oltre che con i professionisti del settore.
Promulgata la Legge regionale 30 luglio 2009 n.14 “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”in attuazione dell’intesa tra Stato, Regioni, Enti locali sottoscritta il 1° aprile 2009.
La legge disciplina l’esecuzione di interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione secondo le modalità e i criteri esplicitamente indicati nel testo.
Gli immobili interessati dagli interventi previsti devono risultare regolarmente accatastati presso le agenzie del territorio alla data del 31 marzo 2009.
Gli interventi possono essere realizzati solo su immobili esistenti alla data di entrata in vigore della legge e devono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività (DIA) o, in alternativa, mediante permesso di costruire.
I comuni, con deliberazione del consiglio comunale da adottare entro il termine di sessanta giorni dalla entrata in vigore della legge, possono emanare disposizioni motivate di esclusione o limitazione di ambiti territoriali di particolare rilievo storico-artistico o di prestigio paesaggistico.
La legge, dichiarata urgente, entra in vigore il 3 agosto 2009, data della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale regionale n.119
Fonte: Governo Italiano
La legge regionale n. 13 del 26 giugno 2009, pubblicata nel BUR n. 29 del 29/6/2009, al Titolo II, Capo II prevede interventi su edifici abitativi, produttivi e pertinenziali finalizzati al rilancio dell’economia e alla riqualificazione architettonica, strutturale ed ambientale degli stessi edifici.
Tali disposizioni sono redatte in applicazione dell’intesa raggiunta tra Governo, Regione ed enti locali in data 31/3/2009 c.d. “Piano casa”.
Si riportano di seguito i contenuti essenziali della legge
La Regione del Veneto ha approvato, lo scorso 1 luglio, la legge regionale 14 del 2009, nota come “Piano casa”, per consentire il rilancio dell’attività edilizia attraverso l’ampliamento degli edifici esistenti e il contestuale miglioramento della qualità architettonica ed edilizia.
Il piano casa del Veneto prevede:
* per le abitazioni l’ampliamento del 20 per cento del volume esistente, compreso l’eventuale recupero dei sottotetti
* per gli immobili non residenziali (capannoni, negozi, magazzini, insediamenti turistici) l’ampliamento del 20 per cento della superficie coperta
in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, con esclusione delle abitazioni ed edifici ubicati nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta e di quelle oggetto di specifiche norme di tutela.
Gli interventi di ampliamento godranno di procedure semplificate (basterà presentare la Dia) e, per le prime case, di oneri di costruzione scontati del 60 per cento (azzerati per le abitazioni di disabili o invalidi).
Il piano casa della Regione Veneto premia inoltre operazioni di abbattimento e ricostruzione degli edifici costruiti prima del 1989, con aumenti di volume (per le case di abitazione) e di superficie (per gli edifici non residenziali) fino al 40 per cento, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, purché tali interventi siano compatibili con la destinazione urbanistica dell’area, non modifichino la destinazione d’uso degli edifici ed utilizzino tecniche di edilizia sostenibile e fonti ad energia rinnovabile. Tale aumento può raggiungere il 50 per cento nel caso di interventi di ricomposizione planivolumetrica dell’edificato che modifichino sagoma e sedime originari attraverso l’approvazione di un Piano Urbanistico Attuativo.
Le amministrazioni locali dovranno decidere entro il 30 ottobre se e con quali limiti applicare la nuova legge regionale.
Fonte: Governo Italiano