Il consiglio comunale di Nola, in provincia di Napoli, boccia l’opzione prevista nell’articolo 7 del piano casa regionale per evitare eventuali speculazioni edilizie e la cementificazione selvaggia.
Sono stati stanziati 9,4 milioni di Euro dalla Regione Liguria a favore del settore immobiliare a Genova, Savona e La Spezia. Il provvedimento porterà alla realizzazione di 276 nuovi alloggi, di cui 110 a Savona, 81 a La Spezia e 85 a Genova. Si tratterà in parte di immobili di nuova costruzione e di altri recuperati.
La legge regionale n. del 6 agosto 2009 prevede interventi su edifici abitativi, finalizzati al recupero ambientale e di riordino urbano.
I contenuti essenziali della legge sono di seguito riportati.
1) Premi di cubatura e interventi di demolizione-ricostruzione
E’ la parte del piano casa direttamente collegata al protocollo di intesa Stato-Regioni voluto dal governo Berlusconi. Sono esclusi da qualsiasi tipo di intervento i centri storici, le aree naturali protette, le zone a rischio esondazione, le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi.
Potranno ampliare la loro casa del 20 per cento, i proprietari di immobili a uso residenziale, con volume non superiore a 1.000 metri cubi. L’incremento massimo per l’intero edifico sarà pari a 62.5 metri quadrati. Il “premio di cubatura” (in questo caso del 10 per cento) si applica anche agli edifici a destinazione non residenziale per artigianato e piccola industria con superficie non superiore a 1.000 metri quadrati. L’immobile dovrà mantenere la stessa destinazione d’uso per 10 anni.
Nuove norme urbanistiche che mettono in primo piano la riduzione della burocrazia, la qualità delle costruzioni, il risparmio energetico, la sicurezza sismica e la garanzia di quote di edilizia residenziale sociale. Sono queste alcune delle novità introdotte dalla legge regionale “Governo e riqualificazione solidale del territorio” approvata oggi dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Il provvedimento – che ridisegna nuove regole urbanistiche per il territorio emiliano-romagnolo – raccorda, armonizza e aggiorna due precedenti leggi regionali (la n. 19 del 1998 e n. 20 del 2000) e rivede il sistema della tutela e governo del territorio per migliorarlo, semplificarlo e integrarlo alla luce dell’esperienze dell’ultimo decennio.